Configurare correttamente ed ottimizzare un sistema per gli SSD

Ecco quali sono le operazioni necessarie per rendere veloce e duraturo un SSD

I moderni Computer non utilizzano più semplici memorie meccaniche come gli Hard Disk ma delle memorie molto più performanti, gli SSD. Queste memorie portano grandi vantaggi in termini prestazionali, velocizzando l’intero sistema. Per funzionare correttamente e al massimo delle loro potenzialità hanno però bisogno di qualche accorgimento che spesso i costruttori o chi installa il sistema operativo non ha il tempo di configurare. In alcuni casi SSD e HDD convivono nello stesso sistema, anche questa volta, per ottenere un sistema performante si devono modificare alcune impostazioni. Vediamo cosa dobbiamo fare per ottere il massimo dal nostro PC con SSD.

 Prima di continuare , se non lo avete già fatto vi consiglio di leggere Differenze tra hard disk (HDD) e Solid State Drive (SSD) e Cosa scegliere: HDD o SSD ?

Se non hai un SSD o vuoi espandere il tuo spazio di archiviazione con un unità ancora più veloce acquistane una a prezzi basissimi su Amazon: Top SSD o su BuyOn

Alcuni esempi di SSD che potete acqistare:

Bene, a questo punto  possiamo iniziare:

 

  • Un SSD non ha bisogno della deframmentazione, anzi ne riduce drasticamente la vita; dunque va disabilitata per gli SSD mentre è consigliabile lasciarla attiva per gli HDD.

Nelle nuove versioni di  Windows, sarà sufficiente scrivere nella barra di ricerca vicino allo start , “Deframmentazione”. In altri sistemi o nelle versioni inferiori a Win 8 , la deframmentazione si trova nel menù proprietà della periferica.

Clicchiamo ok e aperto il programma nativo di Windows dedicato alla deframmentazione, andiamo su “Modifica impostazioni”.

Se avete solo unità SSD allora basterà togliere la spunta che trovate attivato di default su “Esegui in base ad una pianificazione” , altrimenti deselezionate tutte le unità SSD e lasciate l’opzione attiva ma solo per gli HDD.

  • Fattore determinante per le prestazioni è il TRIM. Il TRIM indica al sistema operativo quali parti del nostro SSD si sono liberate per poterle nuovamente utilizzare. Il TRIM serve per assicurare costanza nelle performance, mantenetelo attivo.

In Windows 7, 8.1, 10 questo comando dovrebbe essere già attivo, in caso contrario  impostare la modalità AHCI dal BIOS.

Per controllare lo stato del TRIM su Windows dovete andare in sul Prompt dei comandi.

Scrivete “CMD” nella casella di ricerca ( o fate click destro sul pulsante start e selezionate la prompt)

Avviatelo e scrivete o incollate questa stringa: fsutil behavior query disabledeletenotify e premete invio.

Se il risultato è DisableDeleteNotify = 0, allora il TRIM è attivo, altrimenti se DisableDeleteNotify = 1 sarà disabilitato.

Per attivarlo  digitate fsutil behavior query|set DisableDeleteNotify = 0.

Con questo comando attiverete il trim. Non è richiesto un riavvio del Pc.

 

PER MAC: Con OS X 10.10.4, Apple ha ufficialmente aperto il supporto TRIM per i dischi SSD. Per abilitarlo non dovete far altro che immettere nel Terminale il comando “sudo trimforce enable” (senza virgolette), premere Invio, immettere la password di amministratore e infine confermare l’attivazione: Il trim sarà abilitato al successivo riavvio.

 

  • Se si ha più di 4 GB di ram si può recuperare dello spazio disabilitando la gestione automatica del file di paging.

     

    Aprirte una cartella, cliccate con il tasto destro del mouse sul computer, scegliete Proprietà.

    Andate in Impostazioni di sistema avanzate, nella sezione avanzate, scegliete prestazioni. Nuovamente su Avanzate e infine su Cambia.

    Subito in alto vi ritroverete attiva la gestione del file di paging, Basterà togliere il flag e disabiliterete la gestione automatica. Per completezza impostate a zero i valori del file di paging e confermate.  Questa operazione richiede un riavvio del sistema.

  • Se il pc non è un portatile, disabilitate l’ibernazione

questo vi farà risparmiare sia spazio che alcune latenze del disco, andando così a velocizzarlo ulteriormente. Cerchiamo CMD sul cerca di Windows e poi semplicemente incolliamo questo comando: powercfg -h off.

Se si dovesse ricevere l’avvertimento di Windows che ci ricorda di non avere i permessi necessari, dobbiamo avviare il Prompt dei comandi come amministratori

  • Abilitiamo la cache

Abilitando la cache, la velocità del nostro SSD aumenterà.

Per attivare la cache in scrittura dobbiamo andare in Gestione dispositivi. Cercatelo tra gli strumenti di sistema in “tutti i programmi”. Per Windows 8 e superiori basta invece cliccare con il tasto destro del mouse sul logo di Windows nella barra degli strumenti e selezionare la voce.

Qui cerchiamo “Unità disco” nel menu verticale efacciamo click destro sopra al nome del nostro SSD selezioniamo Proprietà.

Nella linguetta Criteri troveremo quello che stiamo cercando. Assicuratevi che la prima opzione sia attiva e la seconda no.

  • Disattivare l’indicizzazione di sistema

L’indicizzazione è molto utile sugli hard disk perchè  rende più rapida la ricerca dei file. Sugli SSD non c’è bisogno di indicizzare i file, poichè i tempi di accesso sono molto più bassi rispetto agli HDD e lo stasso SSD ha un proprio indice interno.

Inoltre l’indicizzazione esegue una serie di scritture, quindi provvediamo a disattivare questa funzione. Disattivando l’indicizzazione non si perde la possibilità di cercare file.

1) Apri la finestra Computer, clicca col destro del mouse sull’SSD e premi “Proprietà”;

2) Disattiva la funzione “Consenti l’indicizzazione del contenuto e delle proprietà dei file di questa unità”, seleziona l’impostazione applica a tutte le sottocartelle, file. Infine premi “Ok” e poi “Applica”;

3) Dovrebbe comparire una schermata di errore. Seleziona “Ignora tutti” e prosegui.

  • Disattiva Superfetch e Prefetch.

Esse sono due funzioni che permettono di memorizzare le applicazioni più utilizzare dall’utente, per avviarle direttamente nella RAM all’accensione del PC. Questo procedimento dovrebbe garantire una maggiore velocità durante il lancio di un’applicazione che utilizziamo spesso, ma allo stesso tempo rallenta l’avvio iniziale del sistema.

Anche in questo caso è opportuno disattivare queste opzioni sull’SSD, perchè effettuano un certo numero di scritture e letture di dati che possono danneggiare il drive. Disattivali in questo modo:

1) Dal menù “Start” cerca “regedit”, esso è il registro di sistema;

2) Recati nella cartella HKEY_LOCAL_MACHINE\ SYSTEM\ CurrentControlSet\ Control\ SessionManager\ Memory Management\ PrefetchParameters;

3) Apri la chiave EnablePrefetcher e setta il valore su 0;

4) Apri la chiave EnableSuperfetcher e setta il valore su 0.

Fai attenzione! Il registro di sistema è molto delicato, ci sono le configurazioni fondamentali del sistema operativo.

  • Disattivare ReadyBoot

Da non confondere con il ReadyBoost!!!

ReadyBoot accelera il processo di avvio di Windows salvando alcuni dati aggiuntivi nella memoria (HDD) del pc ed utilizzando una funzione di avvio ibrido. Di questo tipo di avvio(che è abilitato di default), discuteremo in un’altro articolo poichè può causare malfunzionamenti e riavvii inattesi, soprattutto su ancune motherboard ASUS.

ReadyBoost utilizza una memoria flash USB esterna (chiavette USB) come cache in supporto alla ram in caso di saturazione. Così facendo il sistema non deve andare ad utilizzare il più lento HDD interno.

Per disabilitare il ReadyBoot:

     1) Click destro su Start e poi su Pannello di controllo (o digitare nella casella di ricerca “Pannello di controllo”)
     2) Sistema e sicurezza
     3) Strumenti di amministrazione
     4) Performance Monitor
     5) Nel pannello di sinistra, aprire il “insiemi agenti di raccolta dati” e fare clic su “Sessioni di traccia eventi di avvio”
     6) Nel pannello di destra, fare doppio clic su “ReadyBoot”
     7) Aprire la scheda sessione di traccia”
     8) Rimuovere la spunta dalla casella di controllo “Abilitato” e premere ok

  • Se si ha un sistema Win10 o superiore con due o più memorie di archiviazione (per es un SSD per C: e un HDD per il resto) è bene impostare come posizione di archiviazione di default per i file personali il secondo disco, così da ridurre lo stress sul supporto principlale a stato solido. Per fare ciò basta andare in IMPOSTAZIONI->SISTEMA->ARCHIVIAZIONE e posizioni salvataggio; qui impostare il disco secondario come posizione e applicare l’impostazione.
  • Se si vuole liberare spazio su C , senza però dover reinstallare programmi o richiare di corrompere i file di Windows, si possono usare dei programmi che spostano per voi i file dalla partizione C: (sia essa su SSD o su HDD) ad una qualsiasi altra partizione secondaria e creano poi i symlink (speciali collegamenti simbolici) necessari al corretto funzionamento del sistema. Citiamo un programma che permette di spostare qualunque file da C (formattato in NTFS) ad un qualunque disco rigido (sempre formattato in NTFS): SteamMover. Per esperienza personale posso dire che molti programmi nonostante durante l’installazione si scelga come posizione di installaZione una qualunque directory sull’hard disk secondario, finiscono per installare qualche plugin o altre proprie parti su C. SteamMover di fatto sposta i file sull’hard disk desiderato e crea il collegamento a tale file su C, in pratica simula che tutto sia ancora su C; così viene liberato spazio prezioso sul disco principale , sia esso un HDD o un SSD.

 

Esiste ancora qualche altra operazione che è posibile eseguire per velocizzare ulteriormente un sistema per gli SSD. Non ne discuto poichè portano o alla disattivazione di funzionalità che normalmente gli utenti utilizzano o sono operazioni che se non compiute in maniera coerente con le scelte precedenti e con molta attenzione possno portare gravi problemi di funzionalità. Sappiate che il 99% del lavoro è stato già svolto seguendo la guida e le operazioni non citate consentono solo di recuperare una piccola quantità di spazio.

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