Audacity politica privacy – Cosa cambia e perché

Il software gratuito per l’editing audio Audacity ha introdotto delle novità che riguardano quali dati raccoglie dall’uso dell’applicazione. Alla comunità non è piaciuta e il rapporto di fiducia si è rotto.

Il software gratuito per l’editing audio Audacity ha introdotto delle novità che riguardano quali dati raccoglie dall’uso dell’applicazione. Alla comunità non è piaciuta e il rapporto di fiducia si è rotto.

Cos’è Audacity

Audacity è uno dei più comuni software open source, peraltro gratuito. Usato editing audio e molto comodo data la sua adattabilità poiché open source. Ora però si trova sotto i riflettori non tanto per le plurici caratteristiche positive, quanto più per un cambiamento forse un po’ inaspettato e scomodo. Il quale ha portato all’allontanamento di qualche utente, ma cosa più importante, e grave, ha perso la fiducia che in molti riponevano in lui.
Le recenti modifiche all’informativa sulla privacy hanno infatti notificato gli utenti della possibilità che il software, da qualche mese di proprietà di Muse Group, il quale possiede diversi altri software musicali, raccolga dati sia per la telemetria (quindi per conoscere il modo in cui gli utenti usano l’applicazione e su quale dispositivo) sia per adempiere a eventuali richieste di accesso ai dati che dovessero arrivare dalle forze dell’ordine.

Tali novità riguardano le versioni dalla 3.0.3 e successive. Quelle precedenti non sono coinvolte. 

Un analisi più accurata

Per chi ci conosce già saprà che noi tendiamo a scendere nei dettagli a capire ma soprattutto a far capire. Capita di sentire parole strane, che tendono a confonderci. Andiamo quindi a vedere cosa realmente significa ciò che abbiamo appena letto:

  • Raccolta dati per la telemetria: partiamo dal termine telemetria che, stando a Wikipedia, non vuol dire altro che  tecnologia informatica che permette la misurazione e la trascrizione di Informazioni di interesse al progettista di sistema o all’operatore. Derivante per giunta dle greco dove tele = lontano, e metron = misura. I sistemi che necessitano di istruzioni e dati inviati hanno bisogno della controparte della telemetria, il telecomando, per poter operare. Ma tutte queste sono tante parole che non significano nient’altro che la monitorizzazione dell’utilizzo da parte dell’utente. Niente di più di quello che fanno tutti i siti che visitiamo ogni giorno, tutti i social network e qualsivoglia tecnologia. Persino Windows stesso lo fa. Il vero scopo probabilmente è quello di verificare non ci sia problemi con l’usabilità, avere dati aggiornati riguardanti il numero di utenti attivi, verificare la riuscita di un sponsorizzazione.
  • Adempiere a eventuali richieste di accesso ai dati che dovessero arrivare dalle forze dell’ordine: se questa è la vostra prima preoccupazione io non riesco a capacitarmi per cosa voi usiate la piattaforma. Ma giudizi personali a parte è utile che voi sappiate che nel caso in cui quest’ultime –le forze dell’ordine– volessero verificare e controllare i vostri dati lo farebbero ugualmente senza troppi sforzi, tramite un mandato o poco più.
    Detto questo la preoccupazione più grande potrebbe essere il fatto che Audicity si prenda il diritto di immagazzinare tutti i dati riguardanti i nostri progetti in corso.

Come consiglio, anche facilmente reperibile tramite qualche form, leggiamo:
Vorrà dire che disconnetterò internet ogni volta che lo userò, tanto è un software offline.
A chi lo usa a scopo professionale, consiglio di usarlo su computer non collegati a internet, e il gioco è fatto.

Mai parole più sagge, vi consiglio di seguirle se foste particolarmente gelosi dei vostri prodotti, e se vi sentiste ancora poco protetti si possono trovare altre soluzioni come quella proposta da un altro lettore:
Piu’ o meno tutti i PC (windows almeno) hanno un firewall. Bloccate entrate ed uscite di qualsiasi file .exe di quel prodotto prima di attivarlo. Dovrebbe bastare.
O ancora:
Oppure puoi usare una macchina virtuale (“Sandbox”) e bloccare l’accesso alla rete da parte della macchina virtuale stessa.
insomma basta cercare un po’ e le soluzioni si trovano, non rinunciate a tante comodità e ad un software cui ormai siete abituati perché spaventati da un aggiornamento della privacy che sarà solo il primo di una lunga serie.

Cosa cambia

Fra i dati che d’ora in poi Audacity può raccogliere per la telemetria ci sono: versione del sistema operativo; indirizzo IP, processore del computer, messaggi e codici di errore e rapporti sui crash del software. Tali dati servono per “assicurare il regolare funzionamento dell’app“.

Audicity

Altri dati servono invece all’azienda per “il legittimo interesse” a “difendere i suoi diritti legali e gli interessi“. Leggasi: adempiere alle richieste delle autorità per evitare problemi legali. Nell’informativa non vengono specificati chiaramente quali dati vengono raccolti. Nell’apposito riquadro, viene solo evidenziato si parla di “qualsiasi dato necessario alle forze dell’ordine“.

Fra i destinatari dei dati ci possono essere: membri dello staff di Audacity, forze dell’ordine, agenzie governative; consulenti legali e potenziali acquirenti della società.

Recentemente, inoltre, Audacity ha introdotto un Contributor License Agreement (un accordo di licenza di chi contribuisce): qualsiasi modifica al codice sorgente diventa automaticamente di proprietà di Muse Group.

Sviluppo fork Audacity

Le prime reazioni da parte della comunità di utenti e collaboratori che migliorano il codice di Audacity sono state negative. In risposta, Audacity ha chiarito alcune delle novità, specificando che gli indirizzi IP vengono anonimizzati dopo 24 ore e che il rapporto sugli errori viene inviato manualmente dagli utenti e perciò è facoltativo.

L’introduzione del CLA e della nuova informativa sulla privacy sembrano aver comunque minato, nonostante le rassicurazioni di Audacity, il rapporto di fiducia con la sua comunità di riferimento. Ciò ha spinto alcuni utenti a creare dei fork del software con l’intento di realizzare, di fatto, un’alternativa che rappresenti ciò che Audacity era prima dell’acquisizione da parte di Muse Group.


Nella speranza di avervi raccontato qualcosa in più di quello che già sapevate, di avervi aperto gli occhi e magari anche di avervi dato una soluzione soddisfacente vi auguriamo una buona giornata.
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