Huawei e la fotocamera a lente liquida

Huawei ha depositato un brevetto per delle nuove e performanti lenti fotografiche “liquide”, probabilmente destinate ai nuovi Flagship del 2021. Promesso un autofocus straordinario e una stabilizzazione migliore.
Huawei Mate 40

Di brevetti ne vengono depositati tanti, ma uno in particolare depositato da Huawei e approvato dal CNIPA (China National Intellectual Property Administration) il 7 Aprile 2020 sembra promettere bene: stiamo parlando un modulo per fotocamera che utilizza delle “Lenti Liquide”.

Non è la prima volta che si parla di questo tipo di lenti, tutt’altro: l’idea di una “lente liquida” circola almeno dagli anni 90 e difatti delle tipologie ibride di lenti che sfruttano lenti liquide sono presenti nel mercato industriale (packaging e affini) da anni, però effettivamente ad oggi nel mercato fotocamere e videocamere non ne abbiamo ancora visto un’applicazione.

Ebbene con questo brevetto Huawei potrebbe sorprenderci, e delle voci di corridoio sembrano confermare la presenza di questa tipologia di lente perlomeno nel prossimo flagship, il P50. Il fatto che Huawei potrebbe portare una “rivoluzione” in campo fotografico dopotutto non ci stupirebbe nemmeno troppo, difatti il colosso cinese è uno dei migliori produttorii di cameraphone degli ultimi tempi.

Ma effettivamente quali sono le migliorie apportate da queste “lenti liquide” e in cosa differiscono dalle lenti tradizionali?

Come funziona una lente ottica

obiettivo

Una lente è un elemento ottico capace di far concentrare o di far divergere (a seconda della costruzione) i raggi di luce, solitamente è realizzata in vetro ma può anche essere utilizzata con materiali di altro genere come ad esempio la plastica (vedi le vecchie fotocamere usa e getta). Grazie alla proprietà di concentrare o divergere i vari raggi di luce una lente è in grado di “proiettare” un’immagine su un piano.

Questa abilità di proiezione è proprio quella che viene utilizzata per creare l’immagine che il sensore (o la pellicola) cattura andando a fare la fotografia (ricordiamo che un video è una successione di fotografie e quindi è analogo).

Per ottenere un immagine meno deformata e con la possibilità di cambiarne piano di fuoco la “lente” spesso è in realtà un gruppo di lenti di cui alcune anche mobili. Grazie a queste lenti mobili possiamo “mettere a fuoco”. E’ anche per questo motivo che negli ultimi anni abbiamo assistito a fotocamere degli smartphone sempre più sporgenti.

La Lente Liquida di Huawei

La lente liquida, ponendosi come alternativa alla lente tradizionale, può fare tutto quello che abbiamo appena detto ma ha potenzialmente un grande vantaggio: può cambiare forma in maniera dinamica e può farlo a velocità stratosferiche.

Grazie a questa novità si può fare a meno delle lenti utilizzate per il focus, andando invece a modificare la forma della lente per mettere a fuoco, inoltre promette di cambiare forma con dei tempi nell’ordine dei millisecondi e questo significherebbe che l’autofocus avrebbe un grande miglioramento in termini di velocità e precisione. Inoltre l’utilizzo del sensore ToF (Time of Flight) sovrebbe essere ridotto drasticamente (questo sensore scatta una fotografia della “profondità” ed è utilizzato sia per la messa fuoco che per effetti di profondità “virtuale”)

In più un sistema con lenti liquide è, almeno potenzialmente, più compatto in virtù del minor numero di lenti, questo significa più margine anche nel campo della stabilizzazione ottica.

Il sistema in questione funzionerebbe grazie ad un piccolo e veloce motore collegato ad una molla capace di tirare e spingere la lente, facendole quindi cambiare forma. Sembrerebbe anche che il sistema sia resistente almeno quanto gli attuali moduli fotografici presenti negli smartphone.

E’ tutto oro quello che luccica?

Se sotto diversi aspetti questa tipologia di ottica sembra voler rivoluzionare in prestazioni l’attuale tecnologia, diversi fattori molto importanti non sono ancora stati sviscerati, fattori che in ambito fotografico sono fondamentali e tendenzialmente anche più importanti del sistema di focus e di stabilizzazione:

  • Quanta luce riesce a far passare la lente? Se la lente non è una “buona conduttrice” di luce si rende necessario aumentare il tempo di esposizione oppure il guadagno elettronico del sensore, dando l’addio rispettivamente ai soggetti in movimento o alla qualità generale dell’immagine.
  • Quanto è nitida le lente? Se la lente non ha un buon potere risolvente l’immagine potrebbe risultare “impastata” e quindi buttare via risoluzione e nitidezza dell’immagine, soprattutto ai bordi.
  • Quanto e come influiranno le distorsioni e le aberrazioni? Tipici problemi delle lenti tradizionali che vengono ridotti con l’utilizzo appunto di più gruppi di lenti, come si comporterà sotto questo aspetto la nuova tipologia liquida?

Questi sono sono alcuni dei punti ancora da vedere, ma questo non significa che queste lenti saranno in difetto sotto questi aspetti, semplicemente dovremo aspettare per vedere quanto e se saranno veramente “rivoluzionarie”. Anche perché ancora stiamo parlando solo di brevetti.

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