Tutta la verità su OnePlus 5 [Recensione]

Oneplus ha finalmente svelato il suo nuovo flagship killer 2017, la presentazione è avvenuta in diretta su YouTube alle 18 (ora Italiana). Noi lo abbiamo già recensito: Eccovi quindi vita, morte e miracoli del nuovo smartphone 1+, OnePlus 5.Prima un po’ di storia:

OnePlus (深圳市萬普拉斯科技有限公司 per gli amanti dei nomi

originali) è un’azienda cinese produttrice di smartphone. Venne fondata il 17 dicembre 2013 da Pete Lau, che precedentemente ricopriva la carica di vicepresidente di OPPO. La sede centrale si trova a Shenzhen.

OnePlus si è distinta fin da subito dalle altre marche: La vendita del suo primo dispositivo ( di cui sono stato un fiero possessore) è avvenuta solo online e solo tramite invito. Questo meccanismo ha permesso alla società di Pete Lau di immettere sul mercato un dispositivo altamente performante ad un prezzo estremamente basso(circa 300€): Il OnePlus One, soprannominato il “FlagShip Killer” proprio per la sua capacità di tenere tranquillamente testa a dispositivi venduti sul mercato a circa 800 euro da società quali Samsung, Google, HTC…

Il motto della società è “NEVER SETTLE”, cioè mai accontentarsi, mai fermarsi allo stato attuale. Così dopo 1+ One ci è stato presentato OnePlus 2 , X, 3 e 3T. Device che ogni anno hanno portato le caratteristiche dei dispositivi top gamma mantenendo i prezzi sotto i 500€. Ora è il turno di OnePlus 5 che sembra essere davvero il FlagShip killer del 2017 anche se lascia qualche ultima novità tecnologica fuori dalle specifiche, sicuramente per mantenere un prezzo competitivo 499€.

Eccovi quindi vita, morte e miracoli del nuovo smartphone 1+, OnePlus 5.

La presentazione è stata anticipata da un Hype davvero notevole, anche se non sempre poi le aspettative createsi sono state del tutto soddisfatte ( vedi la complessa storia di 1+ 3 e 3T) e i leaks si sono sprecati. Praticamente ieri mentre stavo attendendo la presentazione, già sapevo più o meno tutto di OP 5 ma volevo sentire tutta la verità riguardo OnePlus 5. Sul palco si sono avvicendati molti “addetti ai lavori” (tra cui anche Emily  Ratajkowski) che hanno illustrato pezzo per pezzo tutto il device.

Primo colpo d’occhio:

La scocca è interamente in alluminio anodizzato e come anche in OP 3 troviamo la cosiddetta Horizont Line, un bordo continuo lungo tutto il profilo che dà la percezione di impugnare un device più sottile di quello che è in realtà (OnePlus 5 è spesso 7.25mm) e che consente un grip migliore con una sola mano.  Devo però dire che nonostante questo accorgimento il mio OnePlus 3 senza cover da un po’ l’idea di scivolare dal palmo, questo perché il metallo non permette di avere sempre un’ottima presa. Come per i precedenti modelli, anche per OnePlus 5 sono state realizzate diverse cover in carbonio e vero legno.

Sul lato destro troviamo il tasto di accensione, mentre sul sinistro i tasti per la regolazione del volume ed il comodo switch notifiche a tre posizioni. Lo slot estraibile può ospitare due nano SIM. Sulla parte inferiore c’è lo speaker, il jack audio da 3.5mm, il microfono principale e la porta USB Type-C con supporto alle specifiche 2.0.

Arrivati a questo punto abbiamo già visto qualcosa  di questo OP 5 ma ecco che in un concerto perfetto arriva la prima steccata: Perché accanirsi sullo standard 2.0? Siamo ormai al 3.1 inoltrato, sinceramente non riesco a spiegare questa scelta (ed alcune altre che vedremo più avanti) se non per un motivo, il prezzo. Infatti con qualche piccolo compromesso nei reparti secondari si ottiene un device comunque in linea con gli smartphone delle altre società ma con un prezzo decisamente inferiore. Comunque, velocità di trasferimento a parte, l’USB 2.0 non presenta grandi svantaggi rispetto al 3.0 e 3.1 quindi prendiamo nota ed andiamo avanti.

Il vetro è un 2.5D Corning® Gorilla® Glass 5 quindi oltre alla resistenza migliorata è anche leggermente arrotondato sui bordi e grazie al trattamento oleofobico non trattiene molto le impronte. Questo vetro prodigioso protegge un display AMOLED da 5.5 pollici di diagonale con risoluzione Full HD, con una densità di 401ppi e supporto allo spazio di colori RGB, sRGB e DCI-P3. Per me il Full HD è sufficiente ma ad alcuni può far storcere il naso il fatto che non sia stato scelto una risoluzione 2K o 4K, “De gustibus non est disputandum”.

La qualità del display è eccellente, i colori non sono saturi al punto giusto e gli angoli di visione sono ampi. Ovviamente come per tutti gli AMOLED ad inclinazioni estreme c’è una leggera variazione del bianco che tende all’azzurro ma nulla di preoccupante. Buona anche la visibilità all’aperto grazie al trattamento oleofobico ed antiriflesso, oltre che alla lumonosità. Il layer a doppia polarizzazione poi ci permette di utilizzarlo anche con occhiali di ogni tipo (anche se da sole e polarizzati). Dalle impostazioni possiamo poi regolare la temperatura dei colori, cambiarne lo spazio ed attivare l’immancabile funzione Ambient che illumina brevemente il display quando riceviamo una notifica o solleviamo il device. Migliorata rispetto al OnePlus 3T anche la reattività al tocco.

Il tasto home è realizzato in ceramica e al suo interno è integrato un il sensore biometrico più rapido al momento sul mercato. Si possono salvare fino ad un massimo 5 impronte diverse. I tasti funzione sono capacitivi con retroilluminazione e vibrazione per il feedback. Tramite le impostazioni presenti nella ROM OxygenOS possiamo personalizzarne il comportamento con doppio tocco, tocco prolungato o sostituirli con la navbar software su display. Si può modificare anche il comportamento ed il colore del LED di notifica RGB.

Il 2 microfoni secondari per la cattura audio e la soppressione dei rumori sono posizionati sul retro, accanto alla doppia fotocamera da 20 + 16 Megapixel vicino alle quali troviamo il doppio fash led.

Ricordiamo che OnePlus ha posto molta attenzione nella realizzazione del comparto fotografico, soprattutto per migliorare la qualità degli scatti in condizione di scarsa luce. L’ hardware ed il software sono stati realizzati con la collaborazione di DXO. La fotocamera posteriore è composta di due sensori un Sony IMX 398 da 16 megapixel molto luminoso, con apertura f/1.7, pixel da 1.12 micrometri e stabilizzatore digitale, a cui è affiancato un teleobiettivo Sony IMX 350 da 20 megapixel con apertura f/2.6 e pixel da 1 micrometro. Questa combinazione permette una messa a fuoco rapida ed un’accurata regolazione dell’esposizione. Il secondo sensore inoltre permette uno zoom ottico 2x ed uno digitale interpolato fino ad 8x tutto senza particolare perdita di qualità. Grazie ai due sensori si può anche ottenere un effetto di sfocatura dello sfondo ed è possibile registrare video Fluidi e ricchi di dettagli fino a 4K a 30fps  o Full HD 60fps .

La fotocamera anteriore ha un sensore Sony IMX 371 da 16 megapixel con apertura f/2.0, HDR, stabilizzatore digitale e pixel sempre da 1 micrometro. Essa riesce ad effettuare scatti di elevata qualità anche in condizioni di scarsa illuminazione grazie alla funzione del display che permette simulare li flash.

Sia la fotocamera anteriore che quella posteriore, nativamente, scattano foto in rapporto 4:3. Impostando i 16:9 la risoluzione scende a 12 megapixel. La fotocamera posteriore mantiene l’EIS (stabilizzazione elettronica) ma perde l’OIS (stabilizzazione ottica) che invece era presente nel modello 1+ 3 e 3T. Questa nota potrebbe essere dolente ma a quanto pare il software e la dual camera fanno davvero miracoli e quindi la qualità complessiva dello scatto risulta comunque migliore rispetto a quella scattate con OP3 con OIS. In effetti 1+ si è accodata alla scelta fatta anche da Google per i suoi Google Pixel ed è così riuscita a tirare ulteriormente sul prezzo senza perdere in qualità.

Nell’app della fotocamera troviamo anche una “modalità PRO” che permette di regolare separatamente diversi parametri e ci consente anche di salvare il formato RAW oltre alla possibilità di visualizzare costantemente sia l’istogramma che la linea di riferimento orizzontale. In questa modalità è anche possibile salvare 3 diversi preset.

Il processore adottato è il Qualcomm Snapdragon 835 octa-core da 2.45GHz a cui si accoppia una GPU Adreno 540. Sono disponibili due configurazioni : 6GB di RAM LPDDR4X e 64GB di memoria integrata di tipo UFS2.1 8GB di RAM e 128GB di memoria integrata. La memoria non è espandibile e non è dunque presente lo slot per micro-sd.

Vista la dotazione di questo smartphone mi aspettavo una batteria da 4000 mAh ed invece essa è leggermente meno capiente di quella del 3T. Abbiamo infatti una riserva di energia di “soli” 3300mAh. Questo forse è il dato che più può lasciare perplessi, ma bisogna tenere in conto che lo snap 853 è meno energivoro dei suoi predecessori e quindi “compensa” la dimensione della batteria. Ci possiamo aspettare un’autonomia paragonabile con le serie precedenti di oneplus e con molti altri device: circa una giornata o poco più, con 5 ore di schermo attivo complessive. Per fortuna che viene in aiuto la dash charge: in poco più di mezzora “siamo pronti e carichi per partire”.

Specifiche

Riguardo la scheda tecnica di oneplus 5 si è discusso e speculato più che a sufficienza ma ora ecco riassunte le specifiche ufficiali:

  • Dimensioni: 154 x 74.1 x 7.25 mm
  • Peso: 153 grammi
  • Materiale scocca: Alluminio anodizzato
  • Colori disponibili: Midnight Black e Slate Gray
  • Sistema operativo: OxygenOS 4.5 basato su Android 7.1.1
  • Display: 5.5” AMOLED 1080p Full HD (1920 x 1080) 401ppi / Gorilla Glass 5 /DCI-P3
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 835 Octa-Core 2.45 GHz 10nm
  • GPU: Adreno 540
  • RAM: 6GB/8GB LPDDR4X
  • Storage: 64GB/128GB UFS 2.1 non espandibili
  • Fotocamera posteriore: 16 MP AF / Sony IMX 398 / EIS / f/1.7
  • Teleobiettivo: 20 MP / f.2.6
  • Fotocamera anteriore: 16 MP FF / Sony IMX371 / EIS / f/2.0
  • Reti: 2G / 3G HSPA / 4G LTE (Cat. 12)
  • Mobile: LTE/LTE-A fino a 600mbps oltre a FDD LTE, TDD LTE, TD-SCDMA, UMTS, CDMA, GSM
  • WiFi: antenne 2×2 MIMO, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac dual band 2.4G/5G
  • Bluetooth: 5.0 con aptx HD
  • Posizionamento: GPS, aGPS, GLONASS, BeiDou, Galileo
  • NFC: Abilitato
  • Radio FM: no
  • Batteria: 3,300 mAh (non removibile) con Dash Charge (5V 4A)
  • Sensori: Fingerprint, Hall, Accelerometro, Giroscopio, Prossimità, Luce ambientale e bussola
  • Audio: Dirac HD Sound / Alert Slider
  • File audio supportati in riproduzione: MP3, AAC, AAC+, WMA, AMR-NB, AMR-WB, WAV, FLAC, APE, OGG, MID, M4A, IMY
  • File audio supportati in registrazione: WAV, AAC, AMR
  • File video supportati in riproduzione: MKV, MOV, MP4, H.265(HEVC), AVI, WMV, TS, 3GP, FLV, WEBM
  • File video supportati in registrazione: MP4
  • Immagini supportate: JPEG, PNG, BMP, GIF / Output: JPEJ

Test

Il sistema è la ROM OxygenOS basata su Android 7.1.1 e si avvicina molto ad Android stock ma nasconde qualche libertà in più sotto al cofano. L’interfaccia scorre sempre fluida e le applicazioni sono sempre reattive. Sicuramente la memoria UFS 2.1 fa il suo lavoro. Il notevole quantitativo di RAM (6/8 GB), ad oggi è più una spec da esibire più che realmente utile. Questa grandissima quantità di memoria di lavoro, permette di tenere attive in background davvero moltissime applicazioni senza rallentamenti ed offrirà a questo device una maggiore longevità in prospettiva futura. Sotto stress e durante l’utilizzo prolungato di giochi, si percepisce un leggero riscaldamento nella parte posteriore ma in generale la temperatura è sempre ben gestita e dissipata.

La fotocamera anteriore fa il suo dovere senza particolari fronzoli, la qualtà è paragonabile con quella del precendete modello 3T. Per quanto rigaurda gli scatti effettuati con la dual camera posteriore, risulta soddisfacente la qualità generale risulta migliorata rispetto ai modewlli precendeti soprattutto la gestione del contrasto e della saturazione in modalità automatica è notevolmente migliorata. La messa a fuoco risulta molto rapida e non si sente la mancanza di un autofocus laser. Per quanto riguarda la qualità nei dettagli, l’assenza dell’OIS costringe il software a lavorare molto di più rispetto a quanto accadeva nei modelli OP 3 / 3T. La qualità non risulta peggiorata ma rimane comparabile senza troppe difficoltà con quella deI vecchio fagship.

Conclusioni

Questo OnePlus 5 è sicuramente un device davvero performante: non ha nulla da invidiare agli altri smartphone che affollano oggi il mercato. è sicuramente un’ottima scelta per chi proviene da un qualsiasi dispositivo anche di fascia media e vuole passare ad uno smartphone top gamma del calibro di Huawei P10 plus, Honor 9, HTC 11 o Samsung S8. Se invece si possiede già uno smartphone hig-end come i top gamma 2017 o similari, sappiate che il passaggio ad un dispositivo come 1+ 5 poterà si alcuni vantaggi ma la differenza non sarà particolarmente tangibile. Questo perchè il mercato si sta scontrando sempre più con le limitazioni dell’elletronica e nel contempo gli smartphone stanno raggiungendo una potenza paragonabile con quella dei nostri vecchi pc portatili.

OnePlus 5 attacca il mercato con un prezzo di 499 euro con 6GB/64GB nella colorazione State Gray e 559 euro per la versione 8GB/128GB nella variante di colore Midnight Black. Lo potete acquistare qui.

Come tutte le altre società anche OnePlus sale quindi con il prezzo del suo device che resta comunque molto competitivo nel rapporto qualità/prezzo.

Quindi OnePlus 5 si conferma, come pronosticato, un ottimo smartphone sotto tutti i punti di vista anche se c’è qualcosa che può far storcere un po’ il naso. Mi riferisco alla perdita della stabilizzazione ottica rispetto al 3 e 3T, all’assenza della resistenza certificata ad acqua e polvere IP68 (forse la certificazione arriverà) ed alla porta USB che non sembra voler andare oltre le specifiche 2.0.

Mi sento di dire che il vero flagship killer rimane il OnePlus One con il suo rapporto qualità/pezzo imbattibile e le sue specs da vero top gamma del suo tempo. A mio avviso, dal 2 in poi c’è sempre stato un piccolo neo su questi smartphones che per un motivo o per l’altro li ha costretti a scendere dal piedistallo di “smartphone dell’anno” e ad entrare nella fascia TOP gamma dove poi si sono sempre e comunque distinti e battuti soprattutto per il loro prezzo e le loro prestazioni. OnePlus 5 ad oggi si presenta come un dispositivo che non ha nulla da invidiare sotto il punto di vista delle performance ad altri smartphone anche molto più costosi e chiacchierati. Lascia poi spazio per future battaglie a suon di ottimizzazioni su alcuni comparti e rimane un po’ scoperto in giusto qualche punto. Il dispositivo è ancora giovane e la sua vita si prospetta lunga e soddisfacente. Si vedrà…dopotutto il motto rimane sempre “Never Settle” …

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