Xiaomi è l’azienda più giovane nella classifica Fortune Global 500 del 2019

Xiaomi è l’azienda più giovane nella classifica Fortune Global 500 del 2019

La classifica Fortune Global 500 è una lista dei primi 500 gruppi economici mondiali ed è basata sul fatturato  e l’utile netto degli stessi. La lista è compilata e pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune ormai da 67 anni. 

Xiaomi entra per la prima volta proprio in questa lista, posizionandosi al 468° posto in classifica e al 7° posto nella categoria Servizi Internet e Vendita diventando così l’azienda più giovane tra le 500 selezionate quest’anno a livello globale con un fatturato di 26,443.50 milioni di dollari ed un utile netto di 2,049.10 milioni di dollari nel precedente anno fiscale. Inoltre secondo l’organizzazione internazionale di ricerche di mercato IDC, a marzo 2019, Xiaomi è diventato il quarto brand di smartphone al mondo in termini di volume di vendita delle spedizioni, registrando una crescita del 32,2% rispetto all’anno precedente.

“A Xiaomi ci sono voluti solo nove anni per entrare di diritto nella classifica Fortune Global 500, una pietra miliare per cui dobbiamo un grande riconoscimento a tutti i nostri Mi Fans e agli utenti per il loro incontenibile supporto. Siamo anche l’azienda più giovane nella classifica di quest’anno, un record che terremo a mente e porteremo a un altro livello nel percorso di espansione globale”, ha dichiarato Lei Jun, Fondatore, Presidente e CEO di Xiaomi.

Grazie al modello di business “triathlon” dell’azienda e ai risultati della sua strategia dual-core “Smartphone + AIoT”, Xiaomi dimostra di avere un forte potenziale di crescita. Inoltre ha costituito la più grande piattaforma di consumo IoT al mondo, inglobando e investendo in oltre 200 aziende ecosystem, molte delle quali specializzate nello sviluppo di hardware intelligente ( dato aggiornato a marzo 2019). Xiaomi sta investendo inoltre 10 miliardi di RMB nello sviluppo di “All in AIoT” nei prossimi cinque anni come parte integrante della propria strategia, consentendo in prospettiva di capitalizzare le opportunità di sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’IoT in futuro, gettando così solide basi di crescita per i prossimi 5-10 anni.

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