Recensione Aukey EP-B18 (cuffie bluetooth)

Le cuffie Bluetooth non mi hanno mai convinto appieno. Sarò un feticista delle connessioni cablate oppure un retrogrado amante della musica? Vediamo insieme gli aspetti positivi e negativi di queste Aukey EP-B18.

INSCATOLAMENTO

La confezione, come è solito per i prodotti Aukey, è costruita in cartone riciclato. Già ad una prima occhiata ci chiediamo come facciano delle cuffie (di qualsivoglia tipo) ad essere contenute in quella minuscola scatola. Aprendo, ci rendiamo conto che queste sono chiuse dentro un sacchetto di plastica con i padiglioni ripiegati sull’arco superiore. Insieme alle cuffie troviamo un cavo jack (per poterle utilizzare in maniera cablata, senza scaricare la batteria) e un cavo micro usb per la ricarica. La dotazione è quindi essenziale seppur completa. Manca purtroppo una custodia (astuccio) per poterle trasportare, evitando magari di danneggiarle, o di rigare la scocca esterna (in plastica).

PRIMO IMPATTO

Le cuffie appaiono sicuramente ben studiate, sopratutto dal punto di vista estetico. La linea è molto semplice e le forme sono smussate ed essenziali. L’alloggiamento delle cerniere dei padiglioni è in alluminio e restituisce un buon senso di robustezza, che effettivamente è confermato fin dal primo utilizzo. La scocca, purtroppo, scricchiola un po’ e ad ogni apertura o chiusura delle suddette, ne avremo percezione uditiva. Osservando meglio, notiamo la disposizione del jack e della presa USB per la ricarica, poste rispettivamente sotto il ben imbottito padiglione sinistro e destro. I bilancieri del volume, attivabili con un tocco prolungato per evitare pressioni accidentali, sono posti vicino il pulsante d’accesnione.

UTILIZZO 

L’utilizzo è intuitivo e risulta familiare anche senza la consultazione preventiva delle istruzioni. Premendo il pulsante d’accensione per 3 secondi circa, queste si accenderanno e saranno, nel giro di pochi istanti, connesse ad un dispositivo con il quale sono già state accoppiate. Continuando la pressione del tasto di accensione invece, le cuffie si disaccoppieranno dal dispositivo con il quale sono state precedentemente configurate, ed entreranno nella modalità di ricerca (il pulsante inizierà a lampeggiare più velocemente). Premendo ulteriormente queste si spegneranno.

I padiglioni delle cuffie sono abbastanza comodi e imbottiti pur essendo di tipo “over ear” (sovrapposte al padiglione auricolare). Queste, oltre ad essere molto leggere (200 grammi circa), lasciano respirare l’orecchio e non provocano il classico senso di claustrofobia e di surriscaldamento tipico di questa configurazione. La durata della batteria è soddisfacente e si attesta intorno alle 7 ore di autonomia (dopo il quale inizierà il dannato beep che ci avvisa della scarica imminente, solito in questo tipo di prodotti).

SONORO

Come previsto, purtroppo, le cuffie appiattiscono l’esperienza sonora. Le canzoni diventano spesso un amalgama di alti e medi che ammazzano l’immersività e la tridimensionalità. La situazione migliora decisamente per chi è abile a equalizzare le frequenze virtualmente. L’isolamento sonoro non è il massimo, e molto spesso ci troveremo a dover abbassare il volume della nostra musica, per non far sapere al mondo intero cosa stiamo ascoltando (cosa che odio).

Possiamo però spezzare una lancia a favore di queste cuffie senza fili, pensando al costo decisamente ridotto per le prestazioni generali (a patto di una buona equalizzazione).

CONCLUSIONI

Questo prodotto risulta soddisfacente a chi, come me, ha una certa dimestichezza nel rattoppare virtualmente le mancanze di molti tipi di cuffie, attraverso un bilanciamento virtuale. Il costo è mantenuto, la dotazione ricca, il design molto elegante e la qualità costruttiva decisamente ottima. Purtroppo durante l’utilizzo giornaliero, come per ogni tipo di prodotto Bluetooth (salvo rari casi), dovremo scendere un po’ a patti con la qualità generale del sonoro e con la nitidezza dei suoni.

Voto: 7

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